The Big Bang Theory 12×21, la recensione

L’incedere costante del mese di maggio ci sta avvicinando sempre di più alla naturale conclusione di The Big Bang Theory, una fra le sit-com più amate e più longeve della storia del piccolo schermo. La celebre serie televisiva è praticamente giunta a soltanto tre episodi dalla fine. La ventunesima puntata della dodicesima stagione, dal titolo The plagiarism schism, è andata in onda pochi giorni fa. Come sono andate, allora, le cose?

The Big Bang TheoryPur se questa sarà l’ultima stagione di The Big Bang Theory, va detto che fino a questo momento non se ne era mai sentito realmente il sentore, e anche questa puntata è parsa perlopiù transitoria, o comunque un po’ inferiore rispetto alle precedenti sia per la portata dei temi affrontati, che per una componente comica non particolarmente convincente.

L’aspetto principale continua a restare focalizzato sui personaggi di Sheldon ed Amy, e sulle loro ambizioni circa la conquista del premio Nobel. “Antagonisti” della situazione rimangono il dottor Campbell e il dottor Pemberton (rispettivamente interpretati da Kal Penn e Sean Astin), con un’evoluzione della vicenda, probabilmente conclusiva, dovuta soprattutto all’utilizzo di un deus ex machina. Un espediente piuttosto forzato per una sceneggiatura che finora non aveva convinto granché, e che riesce a coinvolgere in maniera soltanto passiva il gruppetto dei protagonisti.

La carica comica, come detto, rimane piuttosto fiacca: i tempi delle gag non sembrano essere del tutto ottimali, e anche la sottotrama su Howard e Bernadette, che prova a giocare su alcune vecchie debolezze del geniale ingegnere, non aiuta molto.

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