The Big Bang Theory 12×18, la recensione

Come di consueto durante il martedì, torniamo ad ospitare una delle nostre storiche rubriche, vale a dire quella dedicata alle serie televisive. Abbiamo infatti visto in anteprima la diciottesima puntata della dodicesima stagione di The Big Bang Theory, celeberrima sit-com oramai giunta alle proprie battute conclusive: una manciata di episodi appena, sei per l’esattezza, ci separa infatti dall’ultimo atto delle avventure e delle disavventure di Leonard, Sheldon, Howard, Raj e degli amici dei nerd più simpatici del piccolo schermo. Come sono andate allora le cose, nella puntata chiamata The Laureate Accumulation?

The Big Bang TheoryL’impressione è che questo episodio di The Big Bang Theory sia perlopiù transitorio in vista del finale oramai imminente. Effettivamente, non ci sono stati spunti di riflessione così incisivi, se non nella prosecuzione della trama legata al connubio professionale tra Amy e Sheldon. Le due brillante menti, convolate a nozze alla fine della scorsa stagione, sono infatti alle prese con i problemi legati all’assegnazione del premio Nobel: obiettivo particolarmente ambito dai due, ma quanto mai distante visti i problemi sopraggiunti. In questo senso, l’intero segmento sembra piuttosto l’occasione per inserire quante più special guest possibili: dalla famosa presentatrice americana Ellen DeGeneres agli scienziati George Smooth, Frances Arnold e Kip Thorne, passando poi per gli attori Sean Austin e Kal Penn, questi ultimi nel ruolo dei cattivi della situazione.

Per il resto, l’episodio non ha granché da offrire: l’altra sottotrama riguarda infatti Howard, Bernadette e Stuart, alle prese con la pubblicazione di un libro illustrato per bambini che però potrebbe mettere in cattiva luce il brillante ingegnere. Frazione breve e carina giusto per strappare qualche debole sorriso, non di più. Appuntamento dunque alla prossima, con la diciannovesima puntata della dodicesima stagione di The Big Bang Theory, che si chiamerà The Inspiration Deprivation.

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