Seconda puntata di Sarabanda, la recensione

Si è conclusa pochi istanti fa anche la seconda puntata dell’evento di Sarabanda, eccezionalmente trasmesso per tre appuntamenti in prima serata. La scorsa settimana avevamo fornito le nostre impressioni, non propriamente entusiastiche, sul primo episodio di questa sorta di reboot speciale, in nome della nostalgia di uno dei programmi storici della televisione italiana. Com’è andata, invece, stavolta?

SarabandaIl preludio alla finalissima di questa edizione di Sarabanda, che avrà luogo martedì prossimo, ha decisamente guadagnato punti rispetto al primo appuntamento, ma fatica ad ergersi dalla forte sensazione di noia e di piattume trasmesso nelle oltre tre ore di diretta. Il nuovo format, infatti, semplicemente non funziona: troppi i tempi morti, cui Enrico Papi cerca di rimediare includendo una serie di sketch e di gag davvero scadenti.

Il conduttore romano, reduce da una buona partecipazione al programma di Rai 1 Tale e Quale, si improvvisa imitatore di un improbabile Fedez, risultato comunque, va detto, più gradevole rispetto al disastroso Trump della prima puntata. Anche gli ospiti continuano a restare decisamente scollegati da tutto il resto: da Elodie (la più a suo agio, anche in considerazione della giovane età) a Orietta Berti, fino ai Cugini di campagna, la cui insistenza pare più una sorta di accanimento terapeutico nei confronti di un impotente spettatore, che una gag effettivamente riuscita.

E così, la parte che dovrebbe assumere un ruolo centrale di Sarabanda, ossia la gara vera e propria, continua a rimanere sullo sfondo: dai campioni storici, sacrificati sull’altare dello spettacolo ma perlomeno più reattivi rispetto ai colleghi comparsi nella puntata precedente, ai nuovi concorrenti, che hanno tutti i connotati per ergersi al ruolo di nuovi casi umani: stelle comete come già si son viste in passato, in programmi come Ciao Darwin o come, appunto, Sarabanda.

Nonostante, insomma, un lieve miglioramento rispetto al primo episodio, l’operazione reboot di Sarabanda decisamente pare non funzionare. Nondimeno, la decisione stessa di mandarla in diretta, con continui collegamenti a web e radio, desta confusione e perplessità, tra cambi di scena continui, svarioni dei notai ed errori delle infografiche.

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