Netflix nella bufera per l’adattamento di Evangelion

La notizia è divenuta oramai nota da diversi giorni a questa parte, allorché ha generato un vero e proprio vortice di polemiche che proprio non vuole accennare a calmarsi. Netflix, celebre piattaforma di streaming, ha aggiunto al proprio catalogo Neon Genesis Evangelion, una delle serie di animazione giapponese più famose e più amate di sempre. Se la notizia, di primo acchito, ha fatto felici numerosi fan e appassionati, ben presto ci si è resi conto che non c’era molto di cui gioire. Per una questione evidentemente riconducibile ai diritti, la serie è giunta sulla piattaforma con una nuova localizzazione italiana, con risultati giudicati disastrosi dai più.

Neon Genesis EvangelionL’adattamento dei nuovi dialoghi di Neon Genesis Evangelion è infatti stato affidato a Gualtiero Cannarsi, in passato già finito nell’occhio del ciclone per le prestazioni relative ad altri prodotti di animazione nipponica. Cannarsi, infatti, è stato il responsabile artistico di molti dei film di Studio Ghibli giunti in Italia grazie alla distribuzione di Lucky Red: capolavori fra i quali è possibile annoverare La città incantata (premio Oscar come miglior film d’animazione nel 2003), La principessa Mononoke, o ancora Si alza il vento. Proprio la seconda fra le pellicole citate, nella proiezione italiana con il nuovo adattamento (nel maggio del 2014), scatenò un piccolo putiferio: il nome di uno dei personaggi chiave della storia, noto nel vecchio adattamento come lo “Spirito della foresta”, venne modificato in “Dio bestia”. Terminologia che, decontestualizzata, appare come una sorta di bestemmia, un’imprecazione sacrilega: il che non può che destare quantomeno delle perplessità, specialmente in una nazione che, pur se costituzionalmente laica, mantiene un fortissimo legame con la religione cattolica.

Fatta esclusione per questioni meramente riconducibili alla fede, e per scelte infelici e opinabili ma non del tutto rilevanti (categoria nella quale rientra anche la controversia Angeli/Apostoli in Evangelion), le critiche che di frequente sono state rivolte alle localizzazioni italiane curate da Cannarsi riguardano soprattutto la forma. Gli appassionati dei film di Studio Ghibli, nel tempo, hanno loro malgrado imparato a riconoscere le locuzioni del succitato dialoghista e adattatore, divenute suoi veri e propri marchi di fabbrica: si leggano, a questo proposito, i vari “per bene”, “per benino”, “a dovere”, l’abuso di pronomi come “noialtri” o “voialtri”, o ancora gli “eh?” e i “sai?” rafforzativi posti alla fine di molte espressioni.

Fulgidi esempi del lavoro di Cannarsi, iconici di un doppiaggio che spesso è stato giudicato macchinoso, contorto, poco naturale e talvolta persino incomprensibile. Anche gli abbonati al servizio di Netflix, durante la visione (e l’ascolto) di Neon Genesis Evangelion, hanno avuto modo di avvedersene, scatenando, sui profili social della celebre piattaforma di streaming, quello che nel gergo viene definito uno “shitstorm”. La pagina Facebook ufficiale di Netflix è divenuta ben presto preda di centinaia di commenti estremamente critici nei confronti della serie, con meme a gogò, sfottò di vario genere, richieste di spiegazioni e persino insulti.

Non sono stati in pochi a chiedersi come sia stato possibile che un prodotto così importante – peraltro inserito nel catalogo dopo l’annuncio ufficiale del rincaro degli abbonamenti – sia stato affidato ad un professionista controverso, il cui lavoro è caratterizzato da un’impronta individuale talmente marcata da dar l’impressione di stravolgere volutamente l’opera per com’era pensata dagli autori in origine. Questo è forse l’aspetto che ha destato le maggiori perplessità: il fatto che Cannarsi tenda a “cannarsizzare” i prodotti di cui si occupa, rendendoli così riconoscibili tramite il proprio operato, in una sorta di spocchiosa autocelebrazione – posto comunque che un registro aulico e forbito dovrebbe essere anzitutto sostenuto da un senso logico, oltre che delegato dai committenti, e dunque non essere a totale appannaggio dell’adattatore – da farli percepire come farina del proprio sacco.

Un po’ il contrario, dunque, di quello che dovrebbe essere il mestiere di un bravo adattatore, il cui servizio dev’essere appunto al servizio degli utenti, e da loro fruito in maniera scorrevole, naturale, volto a conservare lo spirito più autentico dell’opera e del suo creatore. Non ci si dovrebbe accorgere, insomma, che in origine il lavoro era “nato” sotto un altro idioma, e che ogni singola fase del doppiaggio sia un “ponte” tra il prodotto originale e quello localizzato. Rispettare sì la lingua di partenza (il giapponese, in questo caso), ma fare altrettanto anche con quella di arrivo (l’italiano, appunto).

Scavando più a fondo, peraltro, emergono aspetti ancor più tragicomici dell’intera vicenda: il famoso doppiatore Fabrizio Mazzotta, che ha diretto il nuovo doppiaggio di Neon Genesis Evangelion (e che fu il principale adattatore del vecchio doppiaggio italiano della serie), sui propri profili social ha preso neanche troppo cripticamente le distanze da questo adattamento. Mazzotta ha altresì lasciato intendere che egli non ha avuto alcun potere decisionale sull’intera questione, e che, insieme al cast dei doppiatori del succitato anime, sia stato in sostanza “costretto”, per ottemperare ai propri oneri professionali, a portare a termine il lavoro su una specie di  “modello Ikea”, nonostante l’attonimento generale.

E adesso? Pur se fortemente e costantemente sollecitata dai propri utenti, Netflix non si è ancora esposta ufficialmente sulla questione, né tantomeno è detto che lo farà. Sul web, frattanto, sono spuntate persino alcune petizioni contro il nuovo doppiaggio di Neon Genesis Evangelion, che in poche ore hanno raccolto già diverse centinaia di firme. Il tutto, mentre la serie è oramai divenuta l’oggetto del dileggio dei più, e una soluzione accomodante per tutti sembra ben lungi dal poter essere trovata. Concludiamo allegando, direttamente da YouTube, un video-medley che porta in esempio, con scopi evidentemente ironici, alcuni stralci di doppiaggi curati da Cannarsi. Buona visione e… buon ascolto!

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