La mafia uccide solo d’estate, buono lo share

L’undicesima stagione di The Big Bang Theory si è oramai conclusa negli States, ma vogliamo comunque dare continuità a questa nostra rubrica circa le varie serie televisive, parlandovi oggi di un prodotto del tutto italiano. Come certamente avrete intuito da voi, ci stiamo riferendo a La mafia uccide solo d’estate, serie liberamente ispirata all’omonimo film dell’ex iena Pix, e che sta andando in onda sulla RAI proprio in queste settimane.

La mafia uccide solo d’estateLa mafia uccide solo d’estate è giunta alla seconda stagione, ed offre allo spettatore, con una punta di irriverenza quasi tragicomica, e a tratti tendente al demenziale, il quadro sociale e politico nel quale si svolgeva la vita in Sicilia, e a Palermo nello specifico, dagli anni ’70 in poi. Ossia gli anni spietati delle stragi di mafia, di Cosa Nostra e di Totò Riina, ma anche di tante persone perbene che hanno tentato di opporvisi con coraggio e onestà.

In questo senso, la serie televisiva de La mafia uccide solo d’estate ci mostra le avventure, o meglio, le disavventure della famiglia Giammarresi: una sorta di commistione delle famiglie siciliane dell’epoca, alle prese con il loro contesto e con tutti i problemi ivi derivati. Il tutto, chiaramente, senza togliere l’accento dalla questione mafiosa, ma anzi svolgendo l’efficace ruolo di docu-serie in chiave leggermente romanzata.

Il film, uscito nel 2013, aveva ricevuto delle ottime recensioni da parte del pubblico e della critica del settore, e anche la serie pare seguire questo trend. In questo senso, è interessante notare come le statistiche circa lo share siano assolutamente positive, pur registrando un calo fisiologico circa le percentuali registrate, lo scorso anno, dalla prima stagione. Parliamo di proiezioni che prevedono una quantità di spettatori che oscilla dai 3,5 milioni ai 4 milioni per ogni puntata, per uno share che varia da un minimo del 14,8% fino a un massimo del 17,4%.

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