Kirsten Dunst, bordate contro la nuova saga di Spider-Man

Quando si realizzano dei remake, o meglio dei reboot cinematografici, inevitabilmente si va a creare una sorta di reazione a catena. Un motore inarrestabile, che innesca la gioia di alcuni e, di contro, l’amarezza di altri. La gioia dei fan, innanzitutto: specialmente quando si tratta di cinecomics, le famosissime pellicole tratte dai fumetti di maggior successo mondiale, si creano subito delle fortissime aspettative presso lo zoccolo duro degli appassionati. Qualche giorno fa, ad esempio, vi abbiamo mostrato l’ultimo trailer di Spider-Man: Homecoming, prossimo film sull’Uomo Ragno che, di fatto, inaugurerà la nuova saga cinematografica dell’arrampicamuri: la terza, praticamente. E allora, a schierarsi in difesa dell’originale, del “capostipite” se vogliamo, ci ha pensato qualcuno che aveva partecipato e lavorato attivamente ai primi film. Peraltro, una protagonista assoluta: l’attrice Kirsten Dunst.

Kirsten DunstKirsten Dunst aveva preso parte alla prima trilogia dei film di Spider-Man, interpretando nientepopodimeno che uno degli amori storici del supereroe: Mary Jane Watson, ruolo che peraltro l’ha aiutata a consacrare la propria fama a livello mondiale. E, andando a prendere in prestito un famoso gergo calcistico, la Dunst è entrata in tackle deciso nei confronti di questa nuova saga, il cui primo capitolo debutterà presso le sale italiane tra poco più di un mese, il prossimo 6 luglio.

In una recente serie di interviste, Kirsten Dunst si è infatti detta soddisfatta ed orgogliosa di aver partecipato alla prima trilogia, snobbando, di fatto, tutti i vari seguiti. “Chi se ne importa? Tutti amano il nostro Spider-Man, i migliori li abbiamo fatti noi”, ha dichiarato l’attrice, con una certa stizza. “Possono fare quello che vogliono, tanto è ovvio che stanno continuando a mungere la vacca.”

L’interprete approfitta dell’assist per svelare anche qualche retroscena sul ruolo ricoperto in passato. “Volevo partecipare talmente tanto a quel film, che accettai pur essendo pagata meno degli attori maschili. Ma allora non mi importava: anzi, avrei tanto voluto che ne avessero fatto anche un quarto.”

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