I Kill Giants, la recensione di OneCinema

Può un film tratto da un fumetto, nell’epoca in cui i cosiddetti cinecomics tendono a sbancare il botteghino, celare un’anima molto più quotidiana di quanto potremmo immaginare? Sì, se quel film è I Kill Giants. Tratta dall’omonima graphic novel di Joe Kelly e di J. M. Ken Niimura, la pellicola è passata forse troppo colpevolmente in sordina, al netto di una qualità che, effettivamente, è merce molto poco comune per quanto concerne gli albi a fumetti trasposti su grande schermo.

I Kill GiantsI Kill Giants narra le vicende di una ragazzina solitaria e disadattata, Barbara, alle prese con le idiosincrasie di un’adolescenza difficile e travagliata. Bullizzata a scuola, e poco compresa da una società che preferisce evitarla, Barbara cela un grande segreto: ella, infatti, è una cacciatrice di giganti, il solo scudo erto a protezione della propria cittadina. In suo aiuto, a risoluzione dei problemi di una vita familiare molto complicata, interverranno l’amica Sophia, appena giunta sul suolo americano dall’Inghilterra, e la signora Mollé, psicologa della scuola.

Se il canovaccio non tende a sfruttare tematiche particolarmente rivoluzionarie, in realtà I Kill Giants si rivela molto più delicato e incisivo di quanto si potrebbe inizialmente credere. I violenti scontri con i giganti, ben raccontati nella parte finale, non sono in realtà che la rappresentazione delle lotte interiori di un’adolescente come tante altre: in questo, nella credibilità dei personaggi e delle situazioni offerte dalla storia, e nel dolce senso di riappacificazione finale, risiede forse la forza del film, fortemente voluto, tra gli altri, anche da Chris Columbus, tra i suoi più noti produttori.

Interessante notare come, per una volta, un cinecomic non presenti grossi punti di distacco rispetto alla sua controparte cartacea, della quale anzi è uno specchio piuttosto fedele. Pregevole, inoltre, è anche la costruzione tecnica del film: buono il sonoro, con un paio di canzoni davvero memorabili, così come la fotografia di Rasmus Heise e gli effetti speciali curati da Kevin Byrne e Eric De Wulf. Per quanto riguarda il cast, da ricordare la prova di Zoe Saldana, nominata anche miglior attrice non protagonista presso il Film Club’s The Lost Weekend.

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