Box office, il Grinch anticipa il Natale e domina il weekend

Ci stiamo oramai avvicinando al giro di boa del mese di novembre, e quindi, per quel che concerne il settore cinematografico a livello mondiale, ad uno dei periodi generalmente più prolifici dell’intero anno: le festività natalizie, che naturalmente porteranno molte persone in tutto il pianeta presso le varie sale. C’è un cattivone, tuttavia, che ha voluto decisamente anticipare i tempi, autoproclamandosi fin da subito come uno dei padroni indiscussi del Natale che verrà tra una cinquantina di giorni: il Grinch, una tra le figure più indiscusse che da anni caratterizza la festa più amata dai bambini.

GrinchIl Grinch è un personaggio che ha visto la luce già a partire dai lontani anni ’50, per merito del celebre fumettista Dr. Seuss. Se, tuttavia, la sua tradizione per lungo tempo è stata strettamente correlata soprattutto gli americani, il lungometraggio degli anni 2000, con protagonista uno straordinario Jim Carrey, aveva consegnato questa icona anche alla Vecchia Europa, divenendo subito amatissimo in Italia.

Già da parecchi mesi avevamo parlato della lavorazione del remake de Il Grinch, benché in chiave animata e non più in live action. E l’esordio di questa pellicola, negli Stati Uniti, è avvenuto proprio nel weekend prossimo a concludersi. Un debutto, peraltro, davvero interessante: 66 milioni di dollari sono una cifra niente male, mentre a livello worldwide si superano i 78 milioni di dollari. Facile immaginare che, soprattutto quando l’uscita, sotto le feste, verrà estesa a molti altri paesi, questi numeri possano subire un grosso incremento.

Ottima tenuta, in seconda posizione, per Bohemian Rhapsody: il film biografico su Freddy Mercury mette insieme altri 31 milioni di dollari, e globalmente supera già i 285 milioni di dollari. Medaglia di bronzo per Overlord, con una prima da circa 10 milioni di dollari: la sensazione è che si poteva fare di più. Lo schiaccianoci e i quattro regni si conferma come la grande delusione del momento: poco più di 9 milioni al secondo weekend equivalgono ad una sorta di certificato di impotenza, e a livello worldwide il film è ancora sotto il muro dei 100 milioni di dollari.

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