DuckTales 2017 01×01, la recensione della puntata italiana

Alla fine, il momento tanto atteso, l’evento di questa stagione televisiva per quel che concerne il settore dell’animazione, è arrivato davvero anche in Italia. DuckTales 2017, reboot della celebre serie targata Disney con protagonisti i celebri paperi antropomorfi del colosso statunitense, ha esordito ufficialmente nel Belpaese, e chiaramente tutti si son subito posti degli interrogativi: com’è andata? La trama funziona, oppure no? I personaggi sono stati ricostruiti egregiamente? E soprattutto, il nuovo doppiaggio riesce a reggere il confronto con quello, sì eccellente, della controparte degli ultimi anni ’80?

DuckTalesCertamente uno degli aspetti più interessanti di questo reboot di DuckTales, consiste proprio nella rielaborazione di alcuni dei più noti personaggi disneyani di sempre: e non a caso, se le basi di Paperone e Paperino sono già largamente consolidate, e abbastanza fedeli alla loro tradizione, il grosso del lavoro viene fatto sui piccoli di casa. Qui, Quo, Qua, ma soprattutto Gaia, vengono finalmente posti sotto una nuova luce: non più macchiette impersonali e indistinguibili, ma caratterizzazioni differenti e inequivocabili.

Anche la storia, perlomeno della prima puntata del nuovo DuckTales, che per l’occasione è doppia, mantiene un interesse costante pur se, comprensibilmente, getta solamente le basi per quello che verrà. Il senso dell’avventura, l’esplosione di colori, le animazioni dinamiche, ed un comparto tecnico a dir poco eccelso, lasciano ben intendere come mai questo reboot stia trovando larghi consensi in tutto il mondo, tanto che alcuni lo considerano addirittura superiore alla serie vecchia.

E il doppiaggio? La localizzazione italiana era forse la questione più spinosa per quanto ci riguarda: nello storico DuckTales certi abbinamenti erano stati incredibilmente azzeccati, forse anche un po’ troppo, e in molti temevano che il compianto Gigi Angelillo, che per anni ha prestato la propria voce a Paperon De’ Paperoni, non sarebbe stato sostituito adeguatamente.

La scelta infine è ricaduta su Fabrizio Vidale, noto in Italia soprattutto per aver doppiato Jack Black in quasi tutti i suoi film: e, inutile dirlo, l’effetto è piuttosto straniante, anche perché la differenza di età tra interprete (Vidale, il cui timbro è parecchio giovanile, non ha neppure 50 anni) e personaggio (Paperone dovrebbe avere 80 anni) è piuttosto lampante.

Pur tuttavia, va detto che Vidale fa quanto di meglio possibile per invecchiare la propria voce e per conferirle un tono autorevole, e l’impressione è che, pur se Angelillo sarà probabilmente irraggiungibile, con un po’ di abitudine riuscirà a divenire piuttosto familiare per il papero scozzese. Più indecifrabile, letteralmente, il lavoro di Luca Eliani su Paperino: per quanto l’effetto sia comico come sempre, lo sfortunato zio di Qui, Quo e Qua risulta incomprensibile il più delle volte, rendendo spesso necessaria l’attivazione dei sottotitoli per capire cosa effettivamente stia dicendo.

Ma il grande lavoro svolto in Italia su DuckTales 2017, certamente, va localizzato sui nipotini: Paolo De Santis, Alessio Puccio e Massimiliano Alto si incollano in modo eccezionale ai piccoli Qui, Quo e Qua, quasi fossero nati appositamente per questa parte. Anche Monica Bertolotti è eccellente sulla piccola Gaia, restituendo alla giovane papera tutta la sua rinata energia e la sua esplosività.

DuckTales, insomma, si presenta anche in Italia con ottime premesse, e con un doppiaggio che, pur se non perfetto, non fa rimpiangere quello vecchio. L’attesa, naturalmente, è alle prossime puntate.

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