Disincanto, la recensione della seconda parte

Da poche settimane la nota piattaforma in streaming di Netflix ha finalmente pubblicato il secondo blocco di episodi della prima stagione di Disincanto. La serie è stata prodotta da Matt Groening, già “padre” de I Simpson e di Futurama, due fra i cartoni animati più amati di sempre. C’erano quindi grandi curiosità attorno a questa opera inedita, le cui dinamiche erano peraltro differenti rispetto a quelle cui il celebre autore statunitense ci aveva già abituato. Tuttavia, le aspettative dei più sembrano essere state parzialmente deluse, se non altro per il poco sviluppo orizzontale della trama.

Disincanto Matt GroeningIl cliffhanger che aveva concluso la prima parte della prima stagione poneva infatti dei grandi interrogativi circa il prosieguo. E in effetti, le prime puntate della seconda parte della season sembrano dare continuità a questo canovaccio, stuzzicando le fantasie dello spettatore e rimescolando più volte le carte in tavola. Trascorsi questi episodi, tuttavia, la formula di Disincanto torna in una specie di regressione, che non porta granché avanti le storie personali dei singoli protagonisti congelandoli in una sorta di sterile limbo creativo.

Forse è in questo che Disincanto tradisce maggiormente le attese, arenando il percorso di crescita dei personaggi ma anche il progresso della linea orizzontale della trama, le cui potenzialità non sembrano essere espresse a quello che potrebbe essere il loro massimo. Una notevole fonte di interesse ritorna nei due episodi che di fatto concludono la prima stagione, e che sembrano anche strizzare l’occhiolino ai precedenti lavori di Groening (Futurama nello specifico, in una rielaborazione futuristica in chiave steampunk). Troppo poco per fornire un apprezzamento a 360° di una serie che sembra vivere di promesse non mantenute. Poco da dire, invece, sull’aspetto tecnico: i mezzi all’avanguardia forniti da Netflix palesano l’enorme differenza rispetto a I Simpson e a Futurama, che pure sembrano essere ancora almeno un paio di gradini avanti rispetto a Disincanto.

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