Adrian, ecco come sta andando la serie evento di Celentano

Avrebbe dovuto essere la grande serie evento del 2019, o almeno era stata sponsorizzata in pompa magna come tale. In verità, già i primi spot televisivi avevano evidenziato numerosi elementi quanto meno strani, che destavano le perplessità dei più, e certamente l’aumento del volume di svariati decibel durante le pause pubblicitarie non aveva catalizzato l’empatia degli spettatori, pur generando una certa curiosità. La visione, poi, ha fugato ogni residuo dubbio: Adrian si sta rivelando un colossale fiasco, un flop costato a Mediaset, pare, circa 20 milioni di euro, oltre a svariati anni di lavoro.

AdrianLa produzione di Adrian in effetti è stata parecchio travagliata, e si è dilungata, per varie problematiche, in circa dieci anni. Parecchie erano le firme coinvolte, in alcuni casi delle vere e proprie eccellenze nei rispettivi settori: basti pensare a Milo Manara, che ne ha curato il character design e che pure, nei giorni scorsi, ha preso le distanze dalla serie tramite un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, sottolineando di non aver messo mano a nessun altro aspetto della stessa e di aver comunque manifestato le proprie perplessità in merito. Fino ad arrivare a Nicola Piovani, celebre compositore che, nel 1999, vinse un Premio Oscar per le musiche de La vita è bella.

Le puntante andate in onda fin qui hanno manifestato una serie di falle: dalle sceneggiature raffazzonate ai buchi di trama, passando poi per eventi intricati e di difficile comprensione, ai disegni talvolta grotteschi del protagonista al punto di sembrare quasi delle caricature. Sono state criticate anche la morale spicciola, le animazioni di scarsa qualità, le scene di sesso gratuite, i dialoghi contorti ed un contesto poco originale e comunque abbastanza approssimativo. Basti pensare che, per la presenza del fantomatico palazzo della Mafia International a Napoli, la serie si è beccata perfino una querela.

E se gran parte di tali critiche è giunta dai cosiddetti profani del settore, da chi semplicemente era incuriosito dal prodotto o dagli stessi fan di Celentano, il “massacro” è giunto soprattutto dagli esperti e dagli amanti della tecnica dell’animazione. Manco a dirlo, Adrian sui social è divenuto subito l’oggetto del dileggio dei più, trasformandosi in una sorta di fenomeno da baraccone dal quale trarre meme e sfottò a dismisura. Un disastro insomma, al quale il preambolo teatrale di ogni episodio, girato in diretta a Verona, e che pure prevede nomi abbastanza importanti (gli attori comici Giovanni Storti o Nino Frassica, ad esempio), ha fin qui contribuito ad aumentarne l’effetto straniante.

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