Il futuro del cinema è in 3D
di - Venerdì 9 Ottobre 2009 alle 11:19
Potrebbe sembrare una vecchia innovazione, quella del 3D, perché a ben guardare, il cinema tridimensionale o stereoscopico nasce subito dopo la nascita dello stesso cinema, intorno agli anni venti. Tuttavia da quei primi tentativi col sistema dell’anaglifo e occhiali duo color si è fatta tanta strada, con qualche sosta di troppo forse.
Ora il cinema 3D di ultima generazione sembra proprio aver trovato una soluzione di successo. Per ora le pellicole che più hanno provato il nuovo effetto sono state quelle di animazione (su tutti Disney Digital 3-D e Ultimate 3D della Dreamworks) con notevole riscontro di pubblico e gradimento. Il vero problema del resto non sta tanto nella preparazione del film quanto nelle sale di proiezione.
Sia infatti che si tratti di sistema RealD, XpanD 3D o Dolby 3D, le sale cinematografiche infatti devono predisporsi di uno o due proiettori digitali D-cinema (cinema digitale) che proiettano i segnali digitali visivi in sincrono dando allo spettatore il senso di profondità. I proiettori digitali 3D proiettano le immagini a 144 frames al secondo (il cinema tradizionale soltanto 24) su uno schermo particolare (metallico, il “silver-screen”) e gli spettatori vengono dotati di speciali occhialini con lenti polarizzate.
Non parliamo di occhialini di cartone con lenti di plastica di colore rosso e blu.I nuovi occhiali infatti riducono di molto l’affaticamento degli occhi che si avvertiva con i vecchi. Sono ormai noti invece i cosiddetti “occhiali attivi” (occhiali-shutter a polarizzazione attiva) in grado di aprirsi e chiudersi alternativamente con il sincronismo verticale delle immagini destra e sinistra proiettate.
Per il Dolby 3D poi occorrono occhiali cosiddetti “anaglifi a steroidi”, le cui lenti, di tipo passivo, sono formate da un sottile strato di microscopici filtri RGB, polarizzati in maniera corrispondente alla ruota di filtri del proiettore. Anche i cinema italiani si stanno attrezzando. Ecco una lista piuttosto aggiornata della sale che proiettano il cinema 3D.

1) “Polarizzazione attiva”? E’ assurdo. Gli occhiali attivi non sono polarizzati! Sono dei semplici otturatori (shutter) elettronici. Solo gli occhiali passivi usati dal RealD (e da altre tecnologie simili) sono polarizzati.
2) “Sincronismo verticale”? Ma fatemi il piacere! Non vuol dire niente. Sincronismo vuol dire semplicemente contemporaneità. Due cose che succedono contemporaneamente nel sistema XpanD (l’oscuramento dell ‘”otturatore” sinistro degli occhiali e la proiezione dell’immagine destra sullo schermo). Non c’è nulla di verticale o orizzontale nel sincronismo. Neanche la polarizzazione del RealD è verticale o orizzontale, ma circolare oraria e antioraria!
3) “Per il Dolby 3D poi occorrono occhiali … le cui lenti, di tipo passivo, sono formate da un sottile strato di microscopici filtri RGB, polarizzati in maniera corrispondente alla ruota di filtri del proiettore”… ma fatemi il piacere! Gli occhiali per il Dolby 3D non sono polarizzati (mentre lo sono quelli per il RealD). E i filtri non sono microscopici, sono filtri e basta. E non composti da un sottile strato, ma da diversi strati per ogni “lente” (è per questo che sono più costosi degli occhiali polarizzati del RealD).
Non so per quale ragione molti di quelli che scrivono articoli sul cinema 3D sono male informati. Questo è il quarto articolo che ho trovato su Internet pieno di errori gravissimi. Chi vi costringe a scrivere su cose che non conoscete? Fate un pessimo servizio, confondete le idee anziché chiarirle. Vergognatevi della vostra ignoranza e studiate, prima di scrivere.
di Paolo Pica - 14 Febbraio 2010 - 00:19