Il Mi$$ionario: recensione
di Anastasia Mazzia - Giovedì 4 Febbraio 2010 alle 17:00
“Il Mi$$ionario” è una divertente commedia francese diretta da Roger Delattre e prodotta da Luc Besson, che uscirà al cinema il 19 febbraio.
Il film racconta la storia di Mario Diccara, che dopo aver passato 7 anni in prigione, viene liberato per buona condotta. Adesso Mario deve recuperare la refurtiva e iniziare a godersi la libertà. Ma la malavita lo aspetta per dividersi il denaro e così Mario deve nascondersi per qualche giorno. Dietro suggerimento del fratello Patrick, che è un prete, Mario si travestirà da sacerdote e raggiungerà Padre Etienne in uno sperduto paesino dell’Ardèche. Al suo arrivo nel desolato paesino però iniziano i problemi: Padre Etienne è appena morto e gli abitanti del paesino pensano che Mario sia il nuovo parroco.
Tra rocambolesche avventure e divertenti gag, il neo padre Mario conquisterà la fiducia dei suoi parrocchiani e dovrà chiedere aiuto all’ingenuo fratello prete per recuperare la refurtiva.
Anche se la trama del film non è tra le più originali, non mancano gag divertentissime e grasse risate.
Il ritmo è buono, i personaggi ben descritti e risulta molto bella anche la fotografia del paesino francese desolato.
La coppia Doudi Strajmayster - Jean-Marie Bigard funziona bene e convince.
La pellicola può apparire anche dissacrante per alcune scene, poco religiose, che si svolgono in chiesa, e potrebbe non piacere ai cattolici.
In realtà anche se il film si presenta come una commedia brillante con un cast di tutto rispetto, l’ultimo quarto d’ora riesce a rovinare tutto.
Come può un finale rovinare l’intero film?
La conclusione buonista, inclusiva di messaggio moralistico, storpia e delude. Dopo un ritmo scoppiettante che si rincorre in tutta la pellicola ci si aspetterebbe un finale esplosivo e non un noioso “Vogliamoci bene”.
Il finale deludente lascia perplessi e scontenti.
Nel cast ci sono, accanto ai protagonisti, Thiam Aïssatou, Jean Dell, Michel Chesneau, Benjamin Feitelson, Jean-Gilles Barbier, Sidney Wernicke, Philippe Faure, François Siener, Lucie Lucas.
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E’ il caso del grano di sale che guasta il buono e divertente insieme!
di angela - 05 Febbraio 2010 - 15:30